Prodotti tipici piemontesi

Il carattere di questi prodotti domina l’intera regione del Piemonte offrendo, a chi ha la curiosità di provare, la degustazione di una cucina originariamente contadina.

Da sempre l’arte culinaria racconta la storia di un luogo, le guerre, le carestie e i pesanti trascorsi di città sotto assedio hanno imposto la necessità di adeguarsi a un nutrimento povero e i popoli travolti hanno inventato con la forza della sopravvivenza ricette sostanzialmente cucinate con i frutti della terra dando inizio a un prezioso bagaglio di culturale.

Dalle origini al presente sono passati secoli e oggi sedersi a tavola e mangiare queste ricette tipiche a Torino, Cuneo, Alba e tutte le altre città Piemontesi è una gioia per il palato, non lo si fa più per necessità ma per il gusto di ritrovare sapori unici e genuini.

Il Piemonte è una regione di frontiera ed è delimitato da montagne e meravigliose vallate, risorse naturali che offrono all’economia un’importante opportunità per coltivazioni e allevamenti di razze pregiate. Un patrimonio territoriale fertile e particolarmente ideale a garantire qualità eccellenti di prodotti tipici piemontesi apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. La globalizzazione, tanto odiata da alcuni e adorata da altri ha comunque dato l’opportunità di esportare alimenti e tradizioni in ogni angolo della terra.

Viaggio attraverso i vini tipici del Piemonte

I vini subalpini sono nettare puro, provengono da vigneti selezionati e molto pregiati. Rossi e bianchi si distinguono tra i migliori al mondo e da sempre conquistano il palato dei sommeliers e di occasionali appassionati. Non possono mancare di essere menzionati tra i prodotti tipici piemontesi essendo parte integrante di una ricchezza enogastronomica che vanta il primato di oltre 50 tipologie.

La produzione vinicola non eccelle in quantità riservando più privilegi alla qualità agevolata da diversi fattori ambientali, dalla profonda passione e dalla inesauribile voglia di miglioramento dei viticoltori che con un costante impegno selezionano preziosi frutti per farne vini pregiatissimi con orgoglio.

Roero e Langhe sono luoghi affascinanti dove il tempo sembra essersi fermato, incantevoli province prese letteralmente d’assalto dal turismo locale e internazionale ogni periodo dell’anno. La loro popolarità non è legata solamente alle bellezze del posto, qui si trovano vini DOC e DOCG come il dolcetto, il Barbaresco, il Nebbiolo e l’amatissimo Barolo, “nettare degli dei” piemontese per eccellenza.

Grande rilevanza anche per i bianchi e i frizzanti spumanti, tra i più famosi il Moscato d’Asti e l’Erbaluce di Caluso che vanta tre varietà: fermo, spumante e passito.

La tradizione piemontese sulle tavole

  • Il riso è annoverato tra i prodotti tipici piemontesi come il più popolare alimento coltivato prevalentemente nelle pianure di Vercelli e Novara, in misura meno consistente nel biellese e in alcune zone di Alessandria. L’estensione delle risaie ricopre circa 120.000 ettari e i raccolti si attestano su milioni di quintali annui. Le coltivazioni del riso hanno subito varie fasi di cambiamento, oggi per semina e raccolto vengono impiegati macchinari appositi e l’immagine delle mondine piegate nei campi è un ricordo del passato. Sono numerose le ricette suggerite da questa graminacea, con l’aggiunta di condimenti a base di formaggi, erbe aromatiche, carne e insaccati diventa un piatto succulente, nobile e nel contempo altamente digeribile

  • La pasta fresca all’uovo si sposa bene per condividere un’occasione particolare e per i pasti domenicali o festivi con parenti e amici. La troviamo nel lungo elenco di prodotti tipici piemontesi in una vasta gamma di forme e di ingredienti rigorosamente lavorata con metodi legati a una tradizione generosamente tramandata da generazione in generazione

  • Semplici e gustosissimi prodotti tipici piemontesi, i Tajarin sono striscette di pasta molto sottili dall’inequivocabile colore giallo carico dovuto al corposo contenuto di uova. Solitamente vengono conditi con ragù, ma alcuni estimatori del tartufo bianco d’Alba trovano questo piatto sublime con una bella grattugiata di questo nobile fungo

  • Gli agnolotti in tutte le loro varietà accomunano molte regioni d’Italia ma nei prodotti tipici piemontesi si distinguono per la loro caratteristica forma quadrata.  Originari del cuneese si preparano con un ripieno prevalentemente di carne di vitello anche arricchito con verdura o sostituito con ricotta, ma questa è una variante alla ricetta originale. Un buon ragù, il sugo d’arrosto o semplicemente una noce di burro insaporita con foglie di salvia offrono un primo piatto di tutto rispetto

  • Inseriti nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani, i Plin regnano da padroni sulle tavole imbandite di prodotti tipici piemontesi e in gran parte delle Langhe. Gli ingredienti si avvicinano molto a quelli usati per fare gli agnolotti ma si distinguono nella forma irregolare perché lavorati manualmente. Dopo aver messo il ripieno tra le due sfoglie si chiude la pasta con il pollice, un gesto simile a un pizzicotto che in piemontese si traduce appunto “Plin”. Per rispettare la tradizione culinaria del luogo si gustano con burro e salvia oppure con un prelibato sugo d’arrosto

  • In dialetto locale “ravioles” potrebbe essere tradotto ravioli ma nonostante l’assonanza del nome non hanno nulla a che fare con questo tipo di pasta. Sono dei prodotti tipici piemontesi della Val Varaita e Val Maira che ostentano una forma molto particolare, non sono rettangolari, quadrati o rotondi ma bensì cilindrici. Sul piano di lavoro l’impasto viene tagliato in piccoli pezzi fatti poi rotolare ad uno ad uno con un rapido gesto della mano. Essendo un piatto legato alla tradizione montana, per la sua preparazione ci si serve di alimenti caratteristici del posto: patate e formaggio. Nell’impasto oltre alle uova si aggiungono patate preventivamente lessate e schiacciate e tomini. I ravioles sono conditi con sugo di Castelmagno, rinomato formaggio piemontese o in alternativa con burro fritto amalgamato alla panna

Il profumo del tartufo piemontese

In una regione in cui spazi verdi si accostano a sterminati boschi non poteva mancare il più prezioso dei funghi: il tartufo.

Il gusto ricercato, la delicatezza e l’imponenza di correggere e amplificare i sapori, il tartufo ha estimatori in tutto il mondo. La sua origine risale al primo settecento quando servito sulle tavole di nobili rappresentava uno dei più stimati elementi culinari.

Alcune specie possono essere coltivate con successi produttivi soddisfacenti ma l’impossibilità di coltivare il tartufo bianco ha reso possibile annoverare tra i prodotti tipici piemontesi una varietà così rara e così impossibile da replicare artificialmente.

La crescita allo stato spontaneo presenta varie qualità, trattandosi come già detto di un fungo, non tutte le varietà sono commestibili e in commercio è possibile trattarne solo alcune. Il tartufo bianco raccolto fra le colline astigiane e Alba viene considerato il più pregiato, esportato anche all’estero porta all’economia del luogo un sostanzioso riscontro finanziario.

Ogni anno ad Alba si svolge una manifestazione fieristica dedicata proprio agli amanti del tartufo, le bancarelle dei commercianti animano la grande piazza centrale, offrendo assaggi anche di vini locali.

La carne piemontese è un prodotto sinonimo di qualità

Gli allevatori del Piemonte evidenziano un’evoluta volontà nell’ ottenere il massimo senza forzare lo sviluppo degli animali con estrogeni e foraggio modificato. I pascoli vengono nutriti in maniera totalmente naturale e le specie selezionate si distinguono per la qualità eccelsa della loro carne.

Il posto più alto del podio dei prodotti tipici piemontesi spetta alla razza Fassona, un bovino dalle origini antiche che ha sviluppato la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici e resistere per millenni senza estinguersi. L’incontro con bovini zebù infiltratisi dalla lontana Asia, ha generato la razza, l’intervento dell’uomo a differenza di altri incroci non ha nulla a che fare con questa manipolazione avvenuta completamente in maniera naturale.

I tratti principali della razza Fassona sono una colorazione tenue del mantello, i tori hanno macchie grigie sulle spalle, sulle cosce e sul collo. La carne di questi bovini, è povera di grasso e risulta essere molto gustosa. Le mucche offrono generose mungiture e il latte raccolto viene impiegato per preparare i formaggi tipici di queste zone che sono ricercati in tutta Italia e nel mondo.

Dall’allevamento al macello, i tagli tipici e le salse piemontesi

La consistente massa muscolare e un’ossatura sostanzialmente esile sono i punti forti della razza, la resa al macello ha percentuali esaltanti e se ben allevato supera di molto quella data da bovini della sua stessa stazza.

In cucina si possono gustare tutti i diversi tagli elaborando ricette come da tradizione: sottofiletto, filetto, lingua, ossobuco e le parti meno nobili come la testina, la coda, le frattaglie eccetera.

Nella regione i piatti a base di carne costituiscono una parte consistente dei prodotti tipici piemontesi, si preparano arrosti il cui sugo viene utilizzato anche per condimento di paste e risotti. Il famoso bollito è il cult degli appassionati, cucinato a regola d’arte può costituire da solo un pasto completo, accompagnato con contorni di verdure fresche sazia a sufficienza anche la fame più grande.

Di grande rilevanza l’abitudine di servire accanto alle pietanze le famose salse locali che esaltano il gusto delle carni. Per il bollito la tradizione vuole un “bagnèt” verde, un condimento di semplice preparazione a base di prezzemolo, aglio, capperi, aceto, uova e capperi.

La fantasia delle massaie e la ricchezza dei tanti prodotti tipici piemontesi offrono centinaia di suggerimenti per elaborare succulente salsine da preparare con ingredienti semplici e genuini. Gli intingoli alternativi sono a base di pomodori (rubra), verdurine tritate finissime amalgamate con olio e aromi e diverse varianti delle salse originarie, ottime per accompagnare egregiamente piatti a base di carne o pesce oppure da gustare semplicemente su dei crostini di pane.

Quando si parla di prodotti tipici piemontesi non si può non menzionare la bagna càuda, la regina delle salse piemontesi che per essere autentica, viene rigorosamente preparata con ingredienti ben precisi tramandati nel tempo dagli antichi vignaioli. La scelta dei vari elementi va fatta attentamente: acciughe, aglio, olio e una noce di burro. Le acciughe sono quelle rosse di Spagna a stagionatura lunga lavate non con aceto ma in vino e acqua, pulite e diliscate minuziosamente. L’aglio inserito è di ottima qualità e ha un sapore forte e deciso; per smorzarne un po’ il tono basterà privarlo del germoglio. Olio extravergine d’oliva e burro completano la serie degli ingredienti, superfluo sottolineare che vanno preferiti quelli provenienti dal piemonte.

Per cuocere la bagna càuda serve un pentola di terracotta dove versare una piccola quantità di olio, un cucchiaino di burro e l’aglio (asciutto) finemente tagliato. Lasciare cuocere per circa 30 minuti a fuoco lento ponendo un occhio di riguardo affinché non soffrigga fino al completo scioglimento, una volta ottenuta una crema omogenea, chiara e morbida aggiungere altro olio e le acciughe. Continuare la cottura sempre moderata finché tutti gli ingredienti raggiungono lo scioglimento amalgamandosi armoniosamente. Seguendo alla lettera un buon ricettario il risultato sarà una salsa gradevolmente saporita e altrettanto digeribile.

La bagna càuda accompagna egregiamente le verdure non aromatiche tipo finocchi, insalata, ravanelli, sedano, cardi, peperoni e tutte le varietà stagionali che si trovano copiose sia nei supermercati che nei negozi specializzati di prodotti tradizionali piemontesi.

Ogni stagione porta in tavola particolari sapori (e colori), come per esempio:

  • il succulento cardo gobbo di Nizza Monferrato, detto anche il signore dell’inverno
  • i famosissimi peperoni di Carmagnola, di fine estate
  • il prelibato topinambur e i coloratissimi cavolfiori di autunno inoltrato
  • porri e cipolle, ortaggi che si trovano tutto l’anno

Fresche verdure per pranzi e cene in assolate giornate e patate bollite, zucca fritta e fette di polenta da affogare nella bagna càuda.

Un pasto che si rispetti deve terminare sempre con il dolce e anche in questo caso i prodotti tipici piemontesi consentono ad ogni palato sapori autentici sapientemente miscelati e ricchi di un’esclusività locale molto marcata. Le torte alla nocciola, il bonèt, le pesche ripiene, i famosissimi e intramontabili “baci di dama”, i dolci al cioccolato gianduia, le focacce di Susa, i biscotti in pasta di meliga e i famosissimi gianduiotti sono un vanto della città di Torino.


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