Azienda Agricola Fratelli Aimasso di Aimasso Luca

Via prov. Montelupo 24 - Diano D'Alba (CN)
Ci presentiamo

L’azienda Fratelli Aimasso è una delle più interessanti realtà presenti in Langa, ovvero in quella mattonella di territorio incastrata tra Cuneo ed Asti che negli ultimi anni ha fatto conoscere al mondo una delle principali espressioni della qualità che l’agroalimentare tipico piemontesi sono in grado di raggiungere. Partendo infatti dal vitigno principe di questa terra, il nebbiolo, Luca, questo il nome del proprietario, si è impegnato per valorizzare l’intero patrimonio vitivinicolo qui esistente, che si declina nelle tante Denominazioni che hanno reso celebre il Piemonte da bere.

Ancor prima di avvistarla inerpicata come è in quel di Diano d’Alba, è l’ambiente circostante a parlarci di lei e della sua produzione tradizionale. Nel percorrere strade sempre più strette tra il verde della campagna langarola, si capisce rapidamente che da quel dipinto a cielo aperto rappresentato dalla sponda inferiore del Tanaro non possa che originarsi del buono. È tra questo alternarsi di vigne e noccioleti che il visitatore comincerà la sua salita verso Diano, capoluogo di un comune dove tutte le persone sembrano impegnate a produrre qualità; ed è proprio dalla sua veduta panoramica, da cui è facile scrutare il vicino arco alpino, che ci si rende conto di trovarsi al centro di una delle zone più vocate per la produzione di vini tipici di alto livello, che vede in Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour e Rodello le proprie capitali.

Spostarsi verso l’azienda significa percorrere pochi passi, sufficienti per uscire dal centro cittadino e gettarsi in una campagna perfettamente conservata, a immediata testimonianza del rispetto reciproco tra uomo e natura: qui l’azienda prende forma, in un casolare tanto essenziale quanto accogliente, che si apre sui propri vigneti e su un tramonto che da solo varrebbe la visita. Gli onori di casa spettano a Luca, che qui è nato e qui è tornato; il volto sorridente ed i modi cordiali sono quelli di chi capisce il piacere della condivisione, che a casa Aimasso si traduce inesorabile in un assaggio di vino, tipicamente piemontese. È roteando il bicchiere nelle sue mani, che inizia a raccontare una storia che partendo dai propri bisnonni giunge fino a lui, o più probabilmente alle due piccole pesti che spesso lo accompagnano nei lavori in filare o in cantina. Una vera e propria conduzione familiare, dove una generazione si affianca prima e si sostituisce poi alla precedente, in un passaggio di esperienze e segreti che assieme alla vocazione del territorio contribuisce a rendere ogni giorno migliore il suo vino.

Dalla passeggiata in vigneto si distingue chiaramente la volontà di aprire la propria esperienza a tutte i grandi vigneti piemontesi, senza preclusione alcuna. Nonostante si trovi infatti nella terra di elezione del Nebbiolo ha deciso che né Dolcetto né Barbera dovranno mai mancare in un’offerta rivolta tanto a chi cerca del vino imbottigliato quanto a chi ancora oggi desidera acquistarlo sfuso. Stesso discorso anche per gli altri vini tipici piemontesi, quelli bianchi, dove al più classico dei Moscato si accompagnano Arneis e Favorita.

È lungo questi filari che parla dell’inizio della sua avventura, nata quasi per caso, in compagnia del suo padrino, Giuseppe, cui Luca affida l’intera gestione del campo, a testimonianza della fiducia che sullo stesso riversa; partito alla volta di Alba per vivere e lavorare, con il tempo ha maturato una passione sempre maggiore per le sue origini contadine, che lo hanno spinto a lasciare un’attività ben avviata e a gettarsi con tutto il proprio impegno in questa nuova vita, fatta di tradizione e prodotti tipici.

Giunti nella cantina, che di Luca è il regno, è il momento di farci illustrare la sua filosofia produttiva, tanto semplice quanto efficace. Forse aiutato anche da una fisiologica apertura verso l’esterno, che gli ha consentito di comprendere meglio di tanti altri le richieste dei propri clienti, egli ha realizzato l’idea che un vino debba stupire ad ogni assaggio, garantendo cioè quella sensazione che solo le grandi etichette sanno regalare. Partendo dalla pulizia, che si manifesta tanto nei grandi momenti aziendali quanto nei piccoli gesti quotidiani, e supportato da una rigorosa selezione in vigna delle uve migliori, Luca continua la sua ricerca di un vino unico, per il tramite di assemblaggi e procedimenti enologici sempre nuovi, in ciò confortato oltre che dalla propria esperienza anche dalla tecnologia. Sorride quando gli torna alla mente quante volte abbia concluso il suo sperimentare quando tutti sono a letto già da molto. “Il mio unico rammarico è di poter vendemmiare una sola volta l’anno” sostiene Luca, con il piglio del padre che si vorrebbe affannare tutti i giorni per aiutare i propri figli a crescere. Quasi come rimpiangesse di non essersi deciso prima, espone a tutti i suoi mille progetti, ciascuno dei quali capace di stupire, a partire dall’idea che nella terra del Barolo il vino per lui più importante sia il Dolcetto, a suo modo di vedere vino impulsivo e ribelle, che male accetta l’inerzia dell’attesa. Da quanto crede nel suo prodotto tipico è arrivato a nominarlo con il nome del figlio, Pietro. “Solo il mio vino più importante poteva portare il nome di quanto di più caro io abbia”; non fa in tempo a concludere la frase che tra le mani ha già la bottiglia di Barbera d’Alba Doc superiore dedicata alla figlia Alice, l’altro suo tesoro.

È dunque partendo da una forte connotazione familiare e tradizionale che l’azienda Aimasso e il suo attuale condottiero Luca hanno deciso di lanciarsi in questa sfida, circondandosi di tutti i principali vitigni che il Piemonte è in grado di offrire. Il loro modello organizzativo, basato su selezione e innovazione è capace oggi di offrire alle più disparate esigenze una luogo dove trovare un vino tipico piemontese, nato dal profondo rapporto tra uomo e campagna sa offrire. Il tutto senza dimenticare che la particolare sensibilità mostrata da Luca verso i social consente a tutti di seguirne in ogni momento le avventure, anche in piena notte.

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