Cascina Fontanacervo

Via Poirino, 7 - Villastellone (TO)
Ci presentiamo
Negli oltre quattro secoli di vita della loro azienda i Crivello si sono dedicati tanto alla coltivazione dei campi quanto all’allevamento di mucche di razza frisona. Generazione dopo generazione la famiglia arriva alla fine del ventesimo secolo, allorché decide di impegnarsi nella trasformazione del latte in yogurt e, in seguito all’ammodernamento del proprio stabilimento, nella produzione di formaggi vaccini e latte fresco alimentare.
Volendo sintetizzare, sono tre le parole necessarie a descrivere Cascina Fontanacervo:

Locale. Tutta la filiera produttiva avviene all’interno dei confini aziendali, con i campi, le stalle ed il caseificio contigui l’uno all’altro. Il latte è lavorato e distribuito nelle ore subito successive alla mungitura, a completa garanzia della freschezza di quello che è un ver prodotto tipico piemontese.

Sostenibile. L’intera gamma di materie prime usate da Cascina Fontanacervo proviene da coltivazioni e allevamenti a basso impatto ambientale. Nei campi è privilegiato l'uso di sementi di graminacee locali; i foraggi utilizzati sono prodotti in loco, con conseguente riduzione dell’inquinamento derivante dal trasporto su gomma. Particolare attenzione è posta infine agli ingredienti utilizzati, in merito ai quali vi è il chiaro impegno ad evitare sostanze chimiche di sintesi.

Buono. Ciascun prodotto, espressione di una ricetta tradizionale piemontese, ha origine da processi artigianali alle cui spalle esistono anni di ricerca e sperimentazione condotti a livello aziendale. La passione della famiglia Crivello, l’impegno dei migliori casari piemontesi, gli impianti di nuova generazione, permettono la produzione di vere e proprie eccellenze agroalimentari, che prendono la forma di yogurt, di formaggi locali, di latte.

A garanzia di quanto promesso Cascina Fontanacervo si impegna quotidianamente a compiere le seguenti azioni sostenibili:
- Produrre tutta l'erba senza alcun concime chimico, a tutto beneficio della salute delle mucche e, di conseguenza, dei consumatori finali, certi di poter gustare un prodotto sano.
- Coltivare il mais con l'80% dei concimi in meno rispetto all'agricoltura convenzionale privilegiando forme alternative di ripristino della naturale fertilità dei campi, più vicine ai canoni dell'agricoltura biologica che di quella convenzionale.
- Concimare i campi prevalentemente con liquame prodotto dai bovini, contribuendo da un lato a ridurre l'impatto derivante dai trasporti e dall'altro a ripristinare una filiera produttiva capace di autosostenersi.
- Mantenere un allevamento a bassa densità, dove la media produttiva per animale è di circa 20 litri quotidiani contro i circa 35 dei grandi allevamenti, per rispettare il bene più prezioso che l'azienda possiede: i propri animali.
- Ridurre gli imballaggi a perdere privilegiando il vetro e gli altri materiali riciclabili. Lavare e riusare le casse utilizzate per la consegna del latte, in un grande sforzo volto a diminuire il carico di rifiuti complessivamente prodotto.
 
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